Uno Skater australiano trasferito in Afganistan per ragioni di lavoro (della fidanzata), si rese presto conto che lo skateboarding è un attività totalmente aliena ed imcomprensibile per la popolazione locale.

L’indecifrabilità dello skateboarding rende la sua pratica una attività non sanzionabile dalla legge e la morale religiosa locale. Per questo motivo lo skateboarding è il mezzo ideale attraverso il quale aggregare ragazzini e ragazzine strappandoli all’icubo della vita in un paese martoriato dalla guerra.

Grazie al supporto di una nutrita serie di sponsor e al duro lavoro, il nostro ( insieme ad altri soci) ha messo in piedi dapprima una scuola di skateboard, e poi un vero e proprio skatepark. Qui i giovani Afgani posso skateare, divertirsi, frequentare corsi di lingua, computer ed in generale costruirsi un’alternativa alla misera vita delle strade di Kabul”

Recentemente l’attenzione nei riguardi di Skateistan ha registrato un flesso positivo, non solo per la recente costruzione dello skatepark, ma anche e soprattutto, per il documentario di Orlando Von Einsiedel presentato alla prima edizione del Los Angeles Skate Film Festival. La pellicola ha vinto il premio per il “miglior documentario” e la “migliore fotografia”.

Nel corso degli anni il progetto Sketeistan ha giustamente ricevuto attenzione sia da parte dell’industria che dalle parte dell istituzioni… Ma non solo: sono infatti molti gli skater volontari che da ogni parte del mondo sono arrivati in Afganistan per dare il proprio contributo lavorando. Non solo pro skater come Cairo Foster.

Questo video deve farci capire quanto siamo fortunati e magari lamentarci un po’ meno di quello che abbiamo!

httpv://www.youtube.com/watch?v=h8dYtWXCYE8



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